giovedì 31 gennaio 2008

Chi ne parla bene (e chi ne parla male)

Il locale non ha riaperto da molto, ma già qualcuno ha deciso di recensirci. I primi sono stati quelli di decode, poi, qualche giorno fa, anche comicus ha detto la sua. Cliccando sui nomi dei siti sarete rimandati alle rispettive recensioni.
Anche Gianlorenzo Barollo dell'Eco di Bergamo ha detto la sua. Non avendo a disposizione alcun link che riporti al suo articolo, lo riportiamo qui di seguito.

Maisha

Il benemerito dottor Van Helsing ci ha insegnato che possiamo liberarcene piantandogli nel cuore un appuntito paletto di frassino. Oppure li si può sventagliare con bombe d’acqua santa come ha suggerito quel burlone di Rodriguez. Ma il mito del vampiro, quello non lo puoi cancellare. Anzi, con l’elasticità di un implacabile virus, il vampiro riesce ad adattarsi alla mutevolezza del quotidiano per riproporre il suo codice parassitario in nuove e affascinanti forme.
L’ultima incarnazione su carta dell’ormai secolare saga dei succhiatori di sangue si chiama Maisha ed è un’avvenente ragazza di colore, tenutaria del “Train de vie”, esclusivo locale notturno nel cuore della Varsavia post-sovietica. L’albo delle edizioni Arcadia che dà il via alle sue vicende è stato presentato alla platea di Luccacomics e a dicembre ha fatto il suo debutto in Bergamo schierando i disegnatori e lo sceneggiatore. Il team infatti è formato da Alessio Fortunato, Fabiano Ambu, Michela da Sacco e ovviamente da Francesco Matteuzzi (noto ai più come uno degli autori de L’Insonne) che ha messo nero su bianco il concept di Maisha: idee, personaggi e trame.
Nel primo capitolo della vampira nera si avverte subito lo sforzo di svicolare dai clichè più abusati del genere succhiasangue per costruire un contesto che sappia intrigare seminando indizi con ritmi diversi. Se vi aspettate un’introduzione piana a carte scoperte Maisha sarà una gradevole sorpresa dato che la sua storia procede su piani temporali differenti.
“Ho sfumato molto la vicenda ambientata nel presente - spiega Matteuzzi - dando spazio a flashback che di fatto sono delle piccole storie compiute, utili indizi per capire chi è Maisha. Un vampiro dalla lunga vita dà la possibilità di sfruttare epoche diverse per raccontare vicende fantastiche. Personalmente ho un interesse minore per il presente rispetto al passato: il presente è mobile e rischi il già visto, mentre il passato ha dei punti fermi e molti spazi in cui ci si può sbizzarrire con la fantasia”.
Come mai una vampira a Varsavia? Praga era forse troppo banale?
“In effetti ho cercato di discostarmi dalle scelte più ovvie. Inizialmente ero indeciso: volevo di sicuro restare nella vecchia Europa e la scelta era tra Varsavia o una città dell’Ungheria. Poi il contesto della Polonia mi è sembrato che offrisse più opportunità narrative. Non conosco direttamente la città, ma per architettura e storia è di certo molto ricca di spunti. Una terra cristiana a ridosso di un impero ortodosso, una terra contesa, occupata dai nazisti e poi dai sovietici, fino al crollo del muro di Berlino. Questo fermento consente di “muovere” i personaggi in situazioni di ampio respiro”.
Qual’è il tuo rapporto con la figura del vampiro?
“Conosco bene la mitologia classica da Stoker a Polidori fino ad Anne Rice e agli autori più recenti. Inoltre ho lavorato con una casa editrice facendo traduzioni di libri per giochi di ruolo ispirati a vampiri. Comunque la mia prima proposta di sceneggiatura agli amici dell’Arcadia non prevedeva vampiri, mi sono indirizzato su questa pista sulla loro indicazione”.
In un certo senso è stata una sfida?
“Sì perchè ho cercato di attingere al mio bagaglio di conoscenze, ma più che altro per cercare di formulare qualcosa di nuovo, cercando di allontanarmi dagli aspetti che mi erano familiari, sempre nel rispetto dei canoni classici. L’obiettivo, che può sembrare banale ma è quello che alla fine funziona, è stato scrivere qualcosa che mi sarebbe piaciuto leggere”.
Una cosa che balza all’occhio è sicuramente l’aspetto della protagonista: una giovane di colore. Per non parlare del suo “amico” di vecchia data: un ragazzino con la sindrome di Down.
“Non è stata una decisione troppo studiata. Volevo soprattutto che i personaggi fossero ben caratterizzati dal punto di vista psicologico oltre che fisico. Da parte mia c’è soprattutto la curiosità di vedere come funzioneranno nelle varie situazioni”.
E qui Matteuzzi accenna alle venture peripezie di Maisha. Temi top secret: vi basti sapere che la vedremo alle prese con i nazisti invasori nel 1939 e che il monaco sfigurato che ha sconvolto la sua vita in terra africana si guadagnerà ampio spazio per rivelare i motivi della sua tormentata esistenza. Insomma molta carne al fuoco, anche se nella tradizione vampiresca sarà da gustare... al sangue.

lunedì 28 gennaio 2008

Nuovo omaggio della casa

L'abbiamo fatto di nuovo! Gestire un locale richiede impegno e attenzione per il cliente, e noi del Train de Vie abbiamo particolarmente a cuore la soddisfazione dei nostri ospiti. Ecco che anche oggi vi offriamo quindi una sequenza tratta dal primo volume della nostra Maisha, con la speranza che la troviate di vostro gradimento. Per approfondire la questione, a vostra disposizione c'è la sezione "pubblicazioni", che trovate nella colonna di destra, in alto, nella quale si trovano tutte le indicazioni sul volume in questione.
Buona permanenza.

giovedì 24 gennaio 2008

Francesca Da Sacco al Train de Vie

E' con vera gioia che diamo il benvenuto al Train de Vie alla fantastica Francesca Da Sacco, che ci delizia con un bel ritratto di Maisha, la proprietaria del nostro locale. Un omaggio che lei ha fatto a noi e che noi proponiamo ai nostri clienti affezionati. Buon divertimento!



lunedì 21 gennaio 2008

Offre la casa

Bentornati nel nostro umile locale. Oggi siete proprio fortunati a essere venuti al Train de Vie, perché la casa ha deciso di offrire ai suoi ospiti qualcosa di veramente speciale. Quello che vedete qui sotto è un assaggio del primo volume della nostra Maisha, disegnate da quell'autentico miniaturista di Alessio Fortunato. Cliccandoci sopra potrete vederle in grande. E' solo un piccolo omaggio della casa, ma confidiamo che lo gradirete.

sabato 19 gennaio 2008

Benvenuti

dal 1939
- Varsavia -

Dopo un breve periodo di chiusura per rinnovamento locali, il Train de Vie apre nuovamente i battenti. Ogni sera, fino a tarda notte, vi aspettiamo in un ambiente elegante ed esclusivo per gustare i migliori vini e gli ottimi cocktail preparati dai nostri barman. E poi musica e performance dal vivo con artisti nazionali e internazionali. Per avere un assaggio di ciò che vi aspetta visitate le sezioni relative ai nostri autori e alle nostre pubblicazioni, senza dimenticare di lasciarci un messaggio nel forum dedicato al nostro locale.
E' gradita la prenotazione.

Marco Turini

Copertinista.
Adesso lavora per la Marvel americana, ma non ha scordato il proprio passato. E del resto, quell’umido scantinato in cui è rimasto segregato fino a sedici anni non dev’essere facile da dimenticare.
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Francesco Matteuzzi

Sceneggiatore.
A seguito di alcuni elettroshock subiti in Svizzera nel corso degli anni Ottanta ha iniziato a definirsi sceneggiatore, articolista, traduttore e copywriter, e qualcuno gli ha anche dato credito. Fortunatamente, di lui si stanno occupando medici molto bravi.
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Giuseppe Liotti

Disegnatore.
Ha esordito nel fumetto con Self Service, la storia di un uomo che si nutre del proprio corpo. Se l’albo non fosse stato scritto da un’altra persona si potrebbe pensare a un’autobiografia.
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Alessio Fortunato

Disegnatore.
Ha pubblicato qualche migliaio di pagine per le serie Lazarus Ledd, John Doe e Detective Dante. Tutte uscite postume.

Michela da Sacco

Disegnatrice.
Ha una gemella, ma della coppia è lei la metà malvagia. Ha prestato le proprie matite a serie come Harmoran, L’Insonne e Jonathan Steele, ma poi se le è sempre riprese. A differenza della salute mentale, che ha invece lasciato per sempre su una storia di Nick Raider.
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Fabiano Ambu

Disegnatore.
È diventato fumettista per necessità, dopo che un bizzarro incidente al mercato di Baghdad gli ha provocato l’amputazione di entrambe le mani. Quando disegna Nemrod e L’Insonne è quindi costretto a usare un piede. Il sinistro.
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mercoledì 16 gennaio 2008

Maisha 1 - Train de vie

La situazione di Varsavia è critica. Troppi sono i poteri che si contendono il controllo della zona, e in mezzo ad essi c'è lei. Maisha, proprietaria di uno dei locali notturni più eleganti della citta', vanta conoscenze tra i politici e i malavitosi locali e non ha intenzione di sottostare a chi vuole metterle i piedi in testa: in cinquecento anni ha imparato fin troppo bene come farsi rispettare...

48 pagine, B/N, cover di Marco Turini
Testi: Francesco Matteuzzi
Disegni: Alessio Fortunato, Fabiano Ambu e Michela da Sacco

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giovedì 10 gennaio 2008

coming soon...

Prossima apertura...